Anche l’ultimo impegno terribile si è chiuso senza punti. Se il Di Francesco team potesse contabilizzare applausi e consensi, sarebbe salvo da tempo. Anche allo Stadium il Frosinone ha fatto una signora partita, pagando a prezzo carissimo una disattenzione sull’ultima palla, quella spinta in gol da Rugani, da posizione non semplice.
Come già avvenuto contro il Milan, i ciociari sono andati subito in svantaggio (stavolta ancor più presto), hanno pareggiato e sorpassato l’avversario, per poi subire, ahimè, un controsorpasso.
Incredibili le analogie fra i due match e identica l’amarezza finale. Si sapeva che febbraio sarebbe stato un mese poco fertile in termini di punti, ma certamente le eccellenti prestazioni offerte contro Milan, Roma e Juve avrebbero dovuto avere un premio tangibile. Così non è stato, e non c’è neanche tempo di leccarsi le ferite, perché incombe un marzo di scontri diretti, per quella che potrà ben esser definita l’ora della verità.
Subito il Lecce allo Stirpe, poi il Sassuolo a Reggio Emilia, due gare in cui il punteggio varrà doppio, quindi la Lazio ancora allo Stirpe e, dopo la pausa, il Genoa in Liguria.
Marzo dirà tanto e speriamo addirittura tutto sulle possibilità di salvezza del Frosinone, che a questo poker di gare chiede almeno 7-8 punti che riassestino la classifica e riportino il margine sulla terzultima a livelli di sicurezza.
Il febbraio bianco ha inevitabilmente assottigliato il margine, che ora è ridotto a 3 punti su Cagliari, Sassuolo e Verona, con la Salernitana malinconicamente ultima, 10 punti più giù.
Piano piano però l’infermeria si sta svuotando, e questa è una gran bella notizia per mister Di Francesco. Di fatto, il solo Marchizza sembra ancora un po’ distante dal rientro in campo. Tutti gli altri o sono tornati o stanno per farlo.
La possibilità di scegliere anche nel pacchetto arretrato fornirà a Di Francesco un’importante arma in più, quella di differenziare le scelte a seconda delle caratteristiche degli avversari.
Ora comincia la settimana con obiettivi puntato sul Lecce. I salentini al cospetto dell’Inter, dominatrice del campionato, hanno retto un tempo, poi sono crollati. C’è da riscattare la beffa dell’andata, quando un tiro da fuori letto in modo non perfetto da Turati trasformò in vittoria del Lecce quello che sembrava un giusto pareggio, col cronometro che stava per sancire la fine delle ostilità.
Vincere per più di un gol consentirebbe inoltre di aggiudicarsi quello scontro diretto che può essere discriminante in caso di parità. Allora: testa al Lecce, sperando che per una volta dai minuti finali possa arrivare qualcosa di buono anche per i giallazzurri.




