Pensieri Digitali

Freud, Platone, Piaget, pensiero laterale e creatività… Ciò che occorre sapere se si vuol diventare un docente

Fiumi di persone che inondano le aule di informatica dei plessi scolastici scelti per essere luogo di espletamento delle nuove selezioni per il nuovo concorso a cattedra relativo alle scuole di ogni ordine e grado. Sono ormai partite da diversi giorni le prove selettive del nuovo concorso indetto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e centinaia, anzi migliaia di candidati in più parti del territorio nazionale si stanno cimentando con quiz di psicologia, pedagogia, metodologie didattiche, nformatica e inglese. Ogni candidato, seppur in gara per una propria classe di concorso, dovrà affrontare la stessa identica tipologia di prova: 50 quiz per 100 minuti di tempo. Immediatamente dopo il computer si bloccherà e sfornerà in diretta il risultato: o dentro o fuori.

Dentro non significa affatto che la prova sia finita ma che si potrà accedere all’orale. Un sistema davvero antipatico o forse del tutto “scortese” che sancisce chi ce l’ha fatta e chi no. Immediatamente. Su due piedi. Non sono pochi i rumors provenienti dal mondo docente, che ancora una volta si trova a fronteggiare un’ennesima prova per un posto assurdo o peggio ancora per finire in una graduatoria dove di lì a qualche anno comincerà a crescere senza dubbio le polvere… Un sistema selettivo da veri tagliatori di teste. Possibile mai che un docente di matematica, piuttosto che di scienze o di chimica debba saper individuare l’esatto ordine degli stadi di sviluppo di Jean Piaget? O se il suo concetto di conoscenza sia innata o riferibile ad un rapporto dell’uomo con l’ambiente circostante? E poi, per quanto si possa amare Sigmund Freud, lo storico padre della psicanalisi, è fondamentale saper collocare la funzione del Super Io sull’Io e sull’Es? Pare proprio di sì. Dunque, diventare docenti oggi impone un’attenzione morbosa su tutto ciò che la psicologia e la pedagogia rappresentano. Per buona pace dell’algoritmo che continuerà a sfornare quiz ma che forse non diventerà mai oggetto di docenza se per insegnare matematica occorrerà aver studiato il condizionamento operante di Burrhus Skinner o l’inconscio collettivo di Carl Gustav Jung.

Related Posts