“Tu prova ad avere un mondo nel cuore/ e non riesci ad esprimerlo con le parole”. È uno stralcio di un brano di Faber, sì lui, Fabrizio De André, che cantò gli ultimi, i derelitti, i diversi, nella consapevolezza che si è sempre diversi rispetto a qualcuno o a qualcosa.
La canzone è inserita nell’LP ispirato all’Antologia di Spoon River, e parla di un “matto”.
Perché chi è malato di cuore è un cardiopatico, che è malato di reni è forse in dialisi, ma chi ha malattie mentali per i più è un matto.
E i malati mentali si tende a lasciarli soli, perché si pensa siano strani, quasi alieni. Chissà da quale pianeta vengono i malati mentali, si domandano spesso i normali, quelli che timbrano il cartellino, fanno figli e pagano le tasse, quelli che ogni loro gesto è una necessità del mondo.
Ma sì, lasciamoli soli, con i loro paradisi artificiali, con le loro parole sussurrate, i loro cieli di cartapesta e le foglie secche nel cuore. Tanto non saranno mai il nostro mondo, fatto di giacche alla moda e di camicie stirate.
Solo che a volte quel pianeta è casa tua, e il malato non è più un alieno, ma tuo padre, tuo fratello, tuo figlio. E allora quel pianeta non apparteneva a un’altra galassia, eh no, e a ben guardare non era neanche un pianeta, ma una strada, una delle tante di questo mondo bizzarro.
E allora, visto che vivono tra noi, e amano, ridono e sognano, fors’anche più di noi,è bene che impariamo a parlargli. Ed è giusto che proviamo ad aiutarli.
Questo, ma non solo questo, è stato “Centottanta amici in più”, una giornata trascorsa a parlare delle problematiche della salute mentale, con l’associazione Ver.Bene Odv della ciclonica Maria Grazia Fanfarillo a farsi promotrice del confronto. Medici, personale infermieristico, già formato o in formazione, volontari, e testimoni più o meno diretti del fenomeno, tutti insieme, a parlare e soprattutto ad ascoltare.
A far gli onori di casa, presso la sala teatro della ASL di Frosinone, il direttore del dipartimento di salute mentale, Filippo Morabito, primo oratore di una giornata intensa e partecipata.
C’erano, graditi ospiti, alcuni membri dell’associazione “180amici Puglia APS”, presieduta dallo psichiatra Carlo Minervini, dalla cui voce abbiamo ascoltato la bella esperienza del “Centro Marco Cavallo di Latiano”: servizio pubblico sanitario cogestito da associazioni e cittadini con diretta esperienza di problematiche psichiche, a collaborare per trovare soluzioni, proposte, percorsi.
Non poteva mancare Paolo Iafrate, di “Oltre l’Occidente”, e c’erano anche “Immensamente ODV” di Maurizio Bottarelli e la Chiesa Valdese di Ferentino, del pastore Massimo Aquilanti.
E soprattutto c’erano loro, quelli che ce l’hanno fatta, che hanno inquadrato la loro problematica e l’hanno indossata come un vestito della festa, senza scorciatoie, guardando il nemico negli occhi, in una battaglia feroce e cruenta. Si, perché alcuni ce la fanno, altri ci provano, altri ancora forse non ce la faranno mai. Ma, per merito di persone come Maria Grazia Fanfarillo, quale che sia l’esito della battaglia, tutti avranno la certezza di non essere lasciati soli. La battaglia la combattono loro e i parenti, senza vergogne inopportune, senza schermi distorsivi e fuorvianti. Guardandosi negli occhi, confrontandosi e cercando la via che porta fuori da quelle parole smozzicate e da quelle foglie secche nel cuore.




