Sembrerà assurdo, ma è esattamente così! L’ennesima genialata, che stavolta sa tanto anche di perfetta incostituzionalità, riguarda la decisione presa dal Ministero dell’Istruzione e del Merito che all’interno del decreto disciplinante lo svolgimento, la valutazione e l’attribuzione dei criteri di merito del concorso che si sta espletando proprio in questi giorni, sancisce un concetto assurdo attraverso le seguenti testuali parole
”A parità di punteggio (ferme restando le riserve per le assunzioni ex legge 68/99, e qui ci si riferisce alla categorie speciali, ndr) scatterà la preferenza di genere che, nel caso del concorso docenti, andrà per lo più a favore dei candidati maschi”.
La presunta giustificazione del Ministro riguarderebbe “l’eccessivo numero di donne nella categoria dell’insegnamento” e quindi “per tutelare una certa proporzione” a parità di punteggio l’uomo sarebbe preferito. Alla faccia della parità di genere! Ma ancor più grave alla faccia della costituzionalità! Ci si chiede, in un provvedimento del genere, dov’è che sia la conformità alla norma nel pieno spirito della Costituzione Italiana? Non c’è! Ragion per cui la candidata che dovesse trovarsi nella scomoda situazione di vedersi soffiare il posto, nel caso specifico la cattedra, da un collega uomo sarà costretta a presentare ricorso! Ma è possibile che si sia costretti a fare causa per una decisione del tutto incostituzionale? Possibile che si debba ricorre alla clemenza di un giudice per far accertare l’assoluta non conformità alla legge di un decreto ministeriale? Perché, conscendo i tempi biblici e la complessità della giustizia italiana, si rischierebbe di andare in pensione ancor prima di essere assunti… Una decisione gravissima che non ammette neanche la possibilità di difesa
E’ del tutto fuori luogo, fuori contesto, fuori ogni logica!
Ci si stupisce di come proprio dall’alto arrivino i peggiori segnali di maschilismo lontanissimi dalle lotte per la parità di genere. E’ il caso che il Ministro si dia davvero una svegliata e ritiri lo scempio che ha partorito. I ricorsi sono pronti ma gli insulti dal mondo femminile sono già partiti! In massa!




