Mai come oggi sembra davvero efficace l’ironica espressione “Truppe cammellate” per apostrofare quell’esercito dei 400mila precari che ancora una volta si prestano, contro ogni pur minima volontà, a seguire gli ultimi provvedimenti adottati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito circa le modalità di reclutamento del personale scolastico. Si tratta di docenti, precari storici, professori a tempo determinato, con spezzoni di cattedra, ma anche neolaureati. Un mix di ingredienti utili per aggiungere al già variegato puzzle del reclutamento didattico un altro tassello.
Tra qualche giorno si darà nuovamente il via all’ennesimo tentativo della corsa disperata “al posto fisso” di Zeloniana memoria
Ma avverrà mai? All’attivo, oggi, nella scuola italiana ci sono almeno cinque o sei graduatorie da concorso aperte, con centinaia di docenti appollaiati in attesa di essere pescati dal sistema e nella vana speranza di un prepensionamento dei colleghi di insegnamento. Ma a quanto pare non serve, perché sistematicamente, ogni anno solare che Dio comanda, il Ministro di turno sforna un ennesimo concorso, con più o meno le stesse modalità di partecipazione, tra corsi, quiz, prove scritte e prove orali per aprire una altrettanto ennesima, e dunque inutile, graduatoria. Quel che infastidisce è che non esiste una valutazione legata prettamente al merito, basata cioè sull’esperienza acquisita dal docente storico precario, che lo ponga giustamente un gradino più in alto della massa dei neolaureati. Ogni volta si ricomincia tutto daccapo, tant’è che, come le statistiche insegnano, con molta probabilità, il giovane laureato, di fresca memoria e magari non occupato con verifiche didattiche, consigli di classe, dipartimenti, corsi di recupero o collegi docenti, balzerà ai primi posti rispetto al collega veterano del mestiere.
Ma sembra non importare ad alcuno. Il lassismo che regna sovrano nel mondo del personale scolastico fa davvero paura ma anche ribrezzo. Non ce ne voglia nessuno allora se l’esercito pronto alle armi ci sa tanto delle “Truppe cammellate” che vengono condotte senza un briciolo di spontaneità ma dalla forza del vento al patibolo del Concorsone! Quiz uguali per tutti, stessi minuti concessi, stessi criteri di giudizio e stesso destino: un rigoroso aumento delle storiche graduatorie di precari destinate a non esaurirsi mai.




